Sean McGirr raccoglie l’eredità del marchio McQueen, sostituendo Sarah Burton alla direzione artistica.
Una sfida per fondere la perfetta esecuzione, permeata di romanticismo, di Sarah Burton con l’energia aggressiva di Lee Alexander McQueen.
INDICE DEI CONTENUTI

LA CARRIERA
Di origini Irlandesi, Sean McGirr studia e si laurea con una borsa di studio alla Central Saint Martins di Londra, nel 2014.
Per la sua collezione di laurea presenta presenta una collezione di jeans scarabocchiati con una penna a sfera, ispirandosi ai prostituti di Piccadilly e al personaggio di River Phoenix in Belli e dannati.
La boutique Candy Nippon di Tokio, acquista l’intera collezione.
Inizia il suo percorso come assistente in Burberry e Vogue uomo Giappone. Dal 2014 al 2018 segue, guidato da Christophe Lemaire, le collezioni di Uniqlo tra Tokio e Parigi.
Lavora poi ad Anversa in Dries Van Noten per passare a JW Anderson, dove guida, dal 2020, il ready to wear, prima maschile e poi anche quello femminile.
IL DEBUTTO PER MCQUEEN COLLEZIONE F/W 2024
Nel periodo precedente al debutto in passerella, Sean McGirr anticipa le sue idee stilistiche, pubblicando una campagna teaser scattata dall’artista Tommy Malekoff.
Le modelle Debra Shaw e Frankie Rayder sono le interpreti di questi scatti in una campagna che reintroduce il logo disegnato da McQueen, quello con la C all’interno della Q, e il motivo del teschio, icona della Maison.
Di questa campagna, durante un’intervista, Sean McGirr dichiara “E’ una sorta di gioco di parole sulle tradizioni gotiche del brand. Volevo fare qualcosa di molto diretto, un pò giocoso e un pò aggressivo”.
Sempre a proposito del lancio di questa campagna, che ha suscitato molto clamore in rete, Sean McGirr continua dichiarando:
“Si ha diviso un pò gli animi. Ma penso che sia giusto così, penso che sia importante. Negli anni ’90 Lee McQueen ha detto – Preferisco che la gente lo detesti piuttosto che vederla reagire con indifferenza – Credo che McQueen sia un pò così”.
Per Sean McGirr la sfida è fondere la perfetta esecuzione, permeata di romanticismo, di Sarah Burton con l’energia aggressiva di Lee Alexander McQueen.
Per lui l’heritage della Maison è un perfetto equilibrio fra attrazione e repulsione, raffinatezza e brutalità, avanguardia e commerciabilità.
Sean McGirr dichiara che,l’impronta stilistica, per McQueen, vuole sia all’insegna dell’energia giovanile e di quello, che lui chiama, “l’animale dentro ognuno di noi”.
Per la collezione di debutto, Sean McGirr sceglie un deposito ferroviario, in ristrutturazione, dell‘ex scalo merci Gobelins, nel cuore del 13° Arrondissement a Parigi.
Sulle sedute riservate al pubblico, McGirr lascia delle coperte verde acido come mezzo per riscaldarsi, in un ambiente piuttosto freddo esposto agli spifferi e alla pioggia battente.
La fonte di ispirazione di questo primo show, per Sean McGirr, è “The Birds” della primavera/estate 1995 firmata Alexander McQueen.
Per McGirr la sfilata “The Bird” è molto importante “A piacermi è il fatto che sia tutto molto semplice, ma leggermente contorto. Qui una giacca con una spalla troppo imbottita, là un bavero che sale un po’ più in alto di quanto dovrebbe… È l’idea di creare dei bei capi di sartoria e poi passarci sopra uno pneumatico per dare vita a qualcosa di nuovo. Prendere qualcosa, stravolgerlo, farlo a pezzi e vedere cosa succede”.







Apre la passerella un abito da cocktail in jersey laminato, nero, con silhouette avvitata e scomposta.
I capi sartoriali, snelliti, rievocano il lavoro di Sarah Burton, in uno stile dandy accostato ad abiti a righe gessate e cappotti lunghi in pelle.
Sean McGirr vuole raccontare, in questa collezione, una storia di trasformazione e di ribellione. Cappotti e pantaloni sartoriali con ricami di pietre preziose si fondono a dettagli in shearling naturale.
Le texture e i materiali creano un senso di ricchezza palpabile. Sean McGirr, esplora il tailoring con gli abiti a drappeggio, gli impermeabili con vita fasciata e colletti alti.
Tra i pezzi di maggior importanza, per la maestria artigianale e l’attenzione per i dettagli, risaltano il bomber borchiato in pelle nera, l’abito a corsetto in cavallino beige e il trench con la vita fasciata e le maniche in pelle nera.



Tra le uscite ci sono anche le magliette trompe l’oeil, abiti ricamati e con inserti in cristalli, accompagnati ad accessori come le scarpe e gli stivali zoccolo, omaggio alla sfilata di McQueen del 1995, e la borsa Cross-bar che alleggeriscono con fantasia e giocosità l’estetica generale.
Sean McGirr reinterpreta l’amore di Alexander McQueen per la maglieria, con una serie di maglioni aran irlandesi, reggiseni lavorati a maglia indossati con cardigan aperti e gonne.
Ma i look più potenti sono rappresentati dai maglioni a trecce con collo rovesciato che ricordano l’omino della Michelin e gli spessi abiti in lana mohair con collo ad imbuto che nasconde la testa.
La sfilata si chiude con l’uscita di un trio di abiti metallici a forma di pedina, come riferimento scherzoso alla professione di meccanico del padre di Sean McGirr.







IMPRESSIONI E CRITICA
Per lo stilista, “La moda dovrebbe emozionare, ma in modo ottimistico. La tristezza e la cupezza non mi piacciono”.
Come ogni debutto l’aspettativa è sempre molto alta, così come le impressioni generali sono sia positive che negative.
La sfilata è stata vista come un esperimento audace ma acerbo, una “fase di studio” che cerca di unire la storia del marchio con uno stile streetwear/punk più giovanile.
La critica ha riconosciuto la necessità di dare tempo a McGirr, pur lamentando una certa disconnessione tra l’intensità drammatica del passato e la proposta attuale.
COLLEZIONE S/S 2025
Per la sfilata primavera estate 2025 di McQueen, il direttore artistico Seán McGirr si ispira alla figura della Banshee, una creatura femminile della mitologia celtica irlandese, un tema affrontato anche da Alexander McQueen nella collezione Autunno/inverno 1994.
“La Banshee è radicata nella storia di McQueen”, spiega il direttore creativo, “ma è anche una figura che ha segnato la mia infanzia. Ricordo mia madre in Irlanda raccontare del suo grido, una presenza solitaria e inquietante.
Oggi, per me, rappresenta qualcosa di reale e potente: una figura che esprime sentimenti e non ha paura di essere sincera, una forza che guida”.
Una passerella avvolta nell’oscurità e immersa in una leggera foschia, traduce la visione personale di Sean McGirr che propone silhouette cariche di aura mistica. Gli abiti sono un mix tra sovversione e raffinatezza.
Sean McGirr usa una palette cromatica che va dall’avorio al grigio argento e al nero, aggiungendo un tocco di colore con il giallo acceso, il rosa e l’arancione.
I capi sono magistralmente costruiti con chiffon di seta bianca traslucida, lavorati a mano, piegati in squisite plissettature di creponne di seta impalpabile, il gabardine di lana è arricciato e tagliato, lo chiffon e l’organza sono finemente sfilacciati e plasmati al pizzo intrecciato con la seta spazzolata.
Le camicie hanno colli rivisitati e ampi, o abbracciano lo stile dandy, gli abiti, impalpabili, conservano il sapore romantico dell’epoca vittoriana.
La pelle conduce a richiami fetish, le giacche dorate, invece, si impreziosiscono di applicazioni e ricami in grande quantità.








Una donna “Banshee” moderna che all’apparenza mostra tutto il suo romanticismo pur mantenendo l’empowerment forte che caratterizza il marchio della maison.
Bellissima l’ultima uscita con l’abito finemente decorato, che crea un’onda illusoria che avvolge le forme del corpo.
COLLEZIONE F/W 2025
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La nuova campagna Alexander McQueen per l’autunno/inverno 2025 segna un nuovo capitolo nella visione di Seán McGirr che esplora i codici del gotico vittoriano con libertà e stile sovversivo, trasformando il linguaggio estetico della maison in un manifesto di ribellione.
Un portale di luce color tungsteno nella Galerie de Géologie et de Minéralogie di Parigi, introduce la sfilata delle modelle che cavalcano la passerella mostrando silhouette di ispirazione vittoriana, ma dal sapore fortemente sovversivo.
L’atmosfera di una notte londinese accoglie i neo dandy dai codici del gotico vittoriano.
Abiti sartoriali precisi e strutturati con giacche dalle spalle a pinces nei colori viola e fucsia, che si abbinano a top con collo alto di pizzo nero.
Capispalla eleganti rifiniti in morbida pelle nera, tutto accompagnato da nuovi accessori che rivelano l’irriverente maestria di McQueen. Stivali Heron, a punta allungata dal chiaro sapore vittoriano, la borsa Farringdon in morbida pelle scamosciata, la pochette Carnation Knukle Clutch che si impreziosisce di meravigliosi cristalli e i gioielli in metallo.
Make up nude con acconciature “vissute”, mantengono il concept per tutta al collezione.









Con l’innovazione delle tecniche sartoriali, in puro stile Savile Row, Sean McGirr crea abiti decisi e slanciati che si caratterizzano con vita stretta messa in evidenza.
E’ un viaggio attraverso una Londra vittoriana con abiti in lana e seta nera, con colletti alti dalla fattura elisabettiana, che si ispirano sia ai codici dello stile gotico del XVIII secolo, che a quelli del XIX.
Un processo di modernizzazione che reinventa le strutture dei corsetti per decorare i cappotti in lana e cashmere creando una silhouette di alto impatto.
COLLEZIONE S/S 2026
Questa collezione è un caos britannico intriso di ribellione. Un fragile equilibrio tra ordine e disordine che crea una spinta primitiva per liberare l’istinto animale più puro. La sfilata di Sean McGirr è come un rituale che dialoga tra disciplina e desiderio.
Ispirato dal film “The Wicker Man” del 1973, il designer esplora il conflitto tra il caos della natura e l’ordine delle uniformi, con una reinterpretazione personale dei codici della maison e uno sguardo che diventa moderno e febbrile.
Camicie strette in vita, con tasche militari e schiena tagliata per un lampo di sex appeal. Le giacche militari assumono più forme diventando contemporanee e dal sapore urbano, arricchendosi di tasche e patch disallineate.
I tessuti e le finiture delle uniformi si scompongono per adornare i bustier dress con il piglio preciso della più alta sartorialità tecnica.
Sean McGirr rivolge un elogio particolare al tailoring McQueen, lo rende più audace, mixando il rigore e il lato selvaggio, creando look scultorei e dal gusto più metropolitano.
Gli abiti e le camicie sono stretti e avvolgenti, mentre le gonne e i pantaloni, reintroducono il celebre “bumster” rivisitato e regolabile grazie a fibbie metalliche.
Il corsetto è liberato dalla sua storia tradizionale, non costringe più il corpo, ma ne segue il ritmo. Sean McGirr veste una donna non certo timida, che vede il corpo come la sua forza motrice e lo elogia scegliendo abiti strutturati che ne seguono.
Con il progredire della sfilata, la natura, prima contenuta, comincia a sbocciare. Stampe astratte di insetti si aprono su abiti in seta paracadute, abiti dalle sfumature bruciate di vernice spray e decorazioni evocano il fuoco e le scintille.
La silhouette, scolpita e drappeggiata, scende in tentacoli fiammeggianti e strati di chiffon di seta che cadono trasformandosi in lingue fiammeggianti.
Anche con l’uso dei tessuti Sean McGirr incarna il concetto di contraddizione: intreccia la pelle stampata e le catene metalliche con il taglio netto del mohair, temperandoli con jacquard floreali e seta color sole.
Bilancia severità e morbidezza per mostrare come l’istinto riesce a prevalere sull’ordine delle cose.
Anche gli accessori coniugano questa tensione tra rigore e istinto, la borsa Manta si arricchisce di lacci da corsetto, fiamme, frange e dell’iconico foulard con i teschi.
Le scarpe riprendono il celebre tacco a corno della sfilata del 2003 su stivali, sabot, sandali in pelle scolpita e jacquard floreale. I gioielli sono a forma di forbici, insetti e ossa che brillano come talismani.
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Sean McGirr ha diviso la critica: c’è chi vede un ritorno alle radici ribelli e chi rimpiange l’eleganza poetica di Sarah Burton.
Pensi che questa ‘nuova visione’ onori l’eredità di Lee McQueen o se ne stia allontanando troppo?
Tu da che parte stai?
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