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ALEXANDER MCQUEEN L’ENFANT PRODIGE DELLA MODA

Evento elegante con persone applaudendo.
Alexander McQueen rivoluziona il settore della moda con una visione unica, un talento travolgente e idee trasgressive che hanno dato vita a collezioni emotivamente profonde e cariche di denuncia. Usa le sfilate come medicina per le sue ferite esprimendo tutte le sue frustrazioni in show simbolici e provocatori che mettono a nudo tutti i suoi fantasmi interiori.
ALEXANDER MCQUEEN

ALEXANDER MCQUEEN

Lee Alexander McQueen è uno dei miei stilisti preferiti, una persona che ha sofferto molto, ma che ha esteriorizzato questo dolore con la creazione di collezioni e abiti spettacolari. Ogni suo show ti lascia a bocca aperta. Coniuga la maestria sartoriale con il suo eclettismo personale per dare vita a creazioni uniche. Un’anima controversa che ha saputo dare una nuova forma all’arte della moda.

Alexander Lee McQueen nasce a Londra il 17 marzo 1969 ultimo di sei fratelli, di origini umili con la sua famiglia si trasferisce più volte prima di stabilirsi nell’East End in un alloggio popolare.

ALEXANDER MCQUEEN I PRIMI ANNI

La povertà, il degrado e la violenza forgiano la personalità così introversa di Alexander McQueen. Definisce la sua moda come un confronto tra le classi popolari e le elite esclusive; in un’intervista per The Guardian afferma che lui disegna non per le donne eleganti, ma per quelle donne che vogliono spaventare con ciò che indossano.

La sua è un’infanzia segnata da emarginazione , abusi e ostilità dove l’unica ancora di salvezza è la madre Joyce, affettuosa, paziente e con un grande senso artistico. Fin da piccolo Alexander trova rifugio nelle figure femminili della sua famiglia che gli danno forza e fiducia.

A sedici anni lascia gli studi. Ma è un servizio televisivo sulla carenza di apprendisti a Savile Row, visto da sua madre, che gli da l’occasione giusta per trovare il suo percorso.

John Hitchcock della sartoria Anderson e Sheppard è il primo ad offrire ad Alexander McQueen un contratto da apprendista presso il suo atelier e, con la guida del sarto Cornelius O’Callaghan, apprende cucito, taglio, tecniche di imbastitura e come realizzare prototipi pronti per la prova con il cliente.

CURIOSITA’: dopo numerose assenze fu licenziato dall’atelier. Narra la leggenda che avrebbe scritto un provocatorio messaggio “McQueen was here” nella fodera delle giacche confezionate su commissione del principe Carlo. Tuttavia non ci sono conferme che questa storia sia vera.

Lavora poi come sarto di pantaloni per Gieves e Hawkes, per lo specialista di costumi teatrali Bermans e Nathans fino ad arrivare all’atelier di Koji Tatsuno stilista giapponese che nel suo stile fonde avanguardia nipponica e tradizione sartoriale britannica.

Tatsuno lancia il suo marchio verso la fine degli anni Ottanta con il sostegno economico di Yohji Yamamoto, specializzandosi in creazioni su misura. Tra i suoi clienti più famosi ricordiamo David Bowie, Sting e Paul McCartney.

Colpita dal suo talento e dal suo percorso, la Hillson gli assegna direttamente un posto al secondo anno, ma la retta molto alta e le borse di studio già assegnate, sono un ostacolo da superare, così è la zia Renee a prestare i soldi a McQueen per completare il corso. Comincia i suoi studi lavorando, comunque, part time con McKitteridge, e anche in alcuni progetti autonomi come la confezione dei costumi teatrali per il musical My Fair Lady.

L’ESORDIO

Il 16 marzo 1992, in occasione della laurea, presenta la sua prima collezione “Jack the Ripper Stalks His Victims”. Una collezione controversa, ma che suscita l’interesse di Isabella Blow, redattrice di moda per l’edizione britannica di Vogue che, al termine della sfilata, lo applaude con vero entusiasmo, consapevole di aver assistito ad uno show geniale. Decide di diventare la sua mentore e di aiutarlo ad entrare nel mondo dei grandi della moda.

ALEXANDER MCQUEEN SFILATA

Pochi mesi dopo, grazie ad Isabella, Vogue pubblica per il Regno Unito un servizio con numerose creazioni dello stilista. Nel 1993 la settimana della moda di Londra è in crisi a causa della fuga di talenti (Galliano, Westwood, Ozbek…) verso Parigi. Per rinnovare l’interesse, il British Fashion Council, decide di dare l’occasione a sei stilisti emergenti di partecipare alla fashion week londinese, tra loro c’è anche Alexander McQueen.

Da qui la sua consacrazione ad icona della moda. Determinato a rompere gli schemi, ma anche pronto ad accettare che le sue collezioni possano infastidire il sistema, ha sempre creduto nella sua sua visione e nel suo talento. Ma il mondo della moda londinese non gli ha certo reso facile il percorso.

Un ambiente ancora molto classista e poco incline ad accogliere un ragazzo di umili origini cresciuto nell’East End e che giudicavano non proprio all’altezza dell’ambasciatore della moda britannica John Galliano.

Isabella Blow, d’altro canto, farà di tutto per smussare gli angoli del suo carattere, gli insegnerà le buone maniere britanniche, lo porterà a mostre ed eventi cercando di introdurlo nell’universo aristocratico.

LONDON - MARCH 19:  Designer Alexander McQueen and Isabella Blow attend the Tatler dinner at Floriana, at the Beauchamp place on March 19, 2003. (Photos by Dave Benett)
LONDON – MARCH 19: Designer Alexander McQueen and Isabella Blow attend the Tatler dinner at Floriana, at the Beauchamp place on March 19, 2003. (Photos by Dave Benett)

L’INCARICO PER LVMH

Nel 1996 a 26 anni, dopo la memorabile sfilata Highland Rape, Alexander McQueen riceve il premio come British Designer of the Year. E sempre nel 1996 precisamente ad ottobre, LVMH ne annuncia l’incarico come direttore creativo della Maison Givenchy.

British fashion designer Alexander McQueen (1969 - 2010) wins the award for Womenswear Designer of the Year at the British Fashion Awards, held at the Royal Albert Hall in London, 22nd October 1996. (Photo by Dave Benett/Getty Images)
British fashion designer Alexander McQueen (1969 – 2010) wins the award for Womenswear Designer of the Year at the British Fashion Awards, held at the Royal Albert Hall in London, 22nd October 1996. (Photo by Dave Benett/Getty Images)

Isabella Blow non venne in alcun modo menzionata nel contratto siglato da Alexander McQueen con il magnate Arnault, questo pregiudicherà la loro amicizia. McQueen si trasferisce a Parigi, il suo carico di lavorò diventa pesantissimo dato che deve presentare dieci collezioni all’anno: sei per la Maison Givenchy e quattro per il suo marchio.

Questo, per lui, vuol dire giostrarsi tra Londra e Parigi ed essere alla guida di un gruppo ampio di artigiani della Maison Givenchy abituati alla precedente gestione di John Galliano basata su un approccio diretto e collaborativo, molto diverso dal suo modo di essere e che lo mette in crisi.

Alexander McQueen decide di azzerare tutto e ripartire da capo secondo le sue regole: costruisce la struttura dei capi direttamente sui manichini senza fare alcun bozzetto, mantiene i suoi modi schietti e informali, deciso anche a non imparare la lingua francese. Anche se la prima impressione non è di apprezzamento, con l’andare del tempo riesce a guadagnarsi la stima dei suoi collaboratori grazie alle idee innovative e la tecnica raffinata.

La prima collezione per la Maison Givenchy è stata per lui una vera sfida: esplorare per la prima volta l’heritage della maison e prendere le distanze dallo stile delle precedenti collezioni di Galliano.

L’attesa per il debutto della sua prima collezione è molta, ma “SEARCH FOR THE GOLDEN FLEECE” non viene ben accolta, anzi, è ferocemente criticata anche dai suoi colleghi stilisti.

PARIS, FRANCE:  A model with bare torso and giant Icarus feather wings looks down from the first floor balcony of the high-ceilinged hall in the Ecole des Beaux-Arts on Paris' left bank 19 January as a decoration for the Givenchy's spring/summer Haute Couture collections designed by British designer Alexander McQueen. (Photo credit should read PIERRE VERDY/AFP via Getty Images)
PARIS, FRANCE: A model with bare torso and giant Icarus feather wings looks down from the first floor balcony of the high-ceilinged hall in the Ecole des Beaux-Arts on Paris’ left bank 19 January as a decoration for the Givenchy’s spring/summer Haute Couture collections designed by British designer Alexander McQueen. (Photo credit should read PIERRE VERDY/AFP via Getty Images)

Le sfilate create per la Maison Givenchy sono sempre state viste con scetticismo e mai capite a fondo, ma malgrado le difficoltà che vive nel mondo parigino, il suo marchio personale si espande a grande velocità.

Inaspettatamente, al termine del suo mandato, proroga il contratto con LVMH per altri tre anni; in un’intervista rilasciata a Dana Thomas (autrice del libro Gods and kings del 2015) Alexander McQueen cerca di riflettere sulle differenze tra la clientela della grande Maison parigina e quella che segue il suo marchio dichiarando:

“QUANDO I CLIENTI DI GIVENCHY ACQUISTANO UN ABITO VOGLIONO ESSERE CERTI CHE SIA PERFETTO. NON SONO INTERESSATI ALL’ATTITUDINE, VOGLIONO LA RAFFINATEZZA…MCQUEEN E’ SESSO, DROGA E ROCK AND ROLL”.

La mancanza di affinità con la dirigenza della maison Givenchy diventa sempre più evidente, la sua vita personale attraversa un periodo di forte difficoltà, l’accumulo di tutti i problemi lo porta al consumo di pericolosi cocktail di cocaina e valium. Ha bisogno di stimolanti durante il giorno per reggere la pressione lavorativa e quotidiana, mentre la notte non riuscendo a dormire, assume tranquillanti.

Allo stress dovuto al lavoro e alla sua vita sentimentale, si aggiunge anche il problema dell’ aspetto fisico, ossessionato dalle sue insicurezze si sottopone ad un intervento di liposuzione, pur di togliersi di dosso l’etichetta di “grasso”. Ma anche questo intervento non riesce a placare il suo senso di disagio. Infatti continuerà ad avere oscillazioni di peso dovute anche all’abuso di alcool e droghe.

L’INGRESSO A CASA GUCCI

Nessuno all’interno di LVMH si preoccupa molto della spirale negativa che ha preso la vita di Alexander McQueen. La svolta arriva con la rivalità di LVMH e del Gruppo Gucci, in questo clima, l’incontro con Tom Ford avvicinerà McQueen alla casa di moda italiana. Dopo un vis a vis con Domenico De Sole parte l’acquisizione da parte del gruppo Gucci del 51% delle azioni del marchio McQueen, Alexander firma un accordo che lo vede confermato alla direzione creativa del suo marchio e proprietario del 49% delle azioni.

Questo progetto vede lo sviluppo delle collezioni maschili e femminili del suo marchio negli stabilimenti Gucci, compresa la diversificazione con occhiali e profumi, oltre al lancio di una linea maschile di sartoria su misura e una di alta moda con sfilate che sarebbero state trasferite a Parigi.

Nel dicembre del 2000 viene annunciato l’accordo che prevede che Alexander McQueen rimanga alla direzione creativa della Maison Givenchy fino allo scadere del suo contratto (ottobre 2001). Ma a marzo 2001 Alexander McQueen lascia la direzione della Maison Givenchy, LVMH gli impone per la risoluzione contrattuale, l’obbligo di creare un’ultima collezione riservata esclusivamente ai clienti della Maison presso la casa di moda.

Sempre nel 2001 riceve il suo terzo premio come British Designer Of The Year. Ormai libero dagli obblighi con LVMH, apporta subito delle modifiche al suo marchio trasferendone la sede in un edificio più grande nell’East End e nominando come Amministratore Delegato Sue Whiteley (ex responsabile dei grandi magazzini Harvey Nichols di Londra).

Uno degli obiettivi della direzione è l’espansione del marchio e della sua rete commerciale con nuove aperture in tutto il mondo. Diretta conseguenza di questa nuova politica, è un approccio più commerciale delle creazioni dello stilista che inizia a proporre capi più portabili incrementando velocemente il fatturato.

Nella primavera del 2003 firma la sua prima fragranza KINGDOM e, sempre in quell’anno, gli viene conferita la Medaglia dell’Impero Britannico come riconoscimento alla sua carriera e alla sua creatività. Ritira la medaglia vestito con il tradizionale abito scozzese a Buckingham Palace dalle mani della regina Elisabetta II.

Nel 2004 Domenico De Sole e Tom Ford lasciano Gucci a favore di Francois-Henri Pinault. Il marchio Alexander McQueen passa sotto la guida di Jonathan Akeroyd (giovane dirigente di Harrods), il cui obiettivo è un’ulteriore espansione commerciale e l’introduzione di nuovi prodotti.

Nell’ottica di un aumento del fatturato, viene lanciata una linea di occhiali, una seconda linea di abbigliamento McQ che offre una proposta più accessibile e con capi dallo spirito più commerciale e la seconda fragranza dello stilista chiamata MY QUEEN. Inoltre si possono contare molte collaborazioni con altri marchi. Con tutte queste iniziative l’accordo primario tra Alexander McQueen e Gucci inizia ad incrinarsi.

Lo stilista non si sente più libero di creare come prima, oppresso, soprattutto, dagli obiettivi economici imposti, questa incessante pressione lo porta nuovamente ad abusare di droga e alcool tanto da dover essere ricoverato in una clinica in California per disintossicarsi.

Models present outfits by British deigner Alexander McQueen during ready-to-wear Spring-Summer 2010 fashion show on October 6, 2009 in Paris. AFP PHOTO FRANCOIS GUILLOT (Photo credit should read FRANCOIS GUILLOT/AFP via Getty Images)
Models present outfits by British deigner Alexander McQueen during ready-to-wear Spring-Summer 2010 fashion show on October 6, 2009 in Paris. AFP PHOTO FRANCOIS GUILLOT (Photo credit should read FRANCOIS GUILLOT/AFP via Getty Images)

L’ULTIMA COLLEZIONE

Il 6 ottobre 2009 alla presentazione della collezione Primavera Estate, Plato’s Atlantis, cambia le regole del gioco: la collezione non viene solo presentata durante la Settimana della Moda di Parigi, ma viene diffusa, per la prima volta, in diretta streaming via internet. È stata memorabile anche perchè Lady Gaga, mezz’ora prima dello show, twitta l’annuncio che, durante la presentazione della collezione, avrebbe cantato il suo nuovo e atteso singolo BAD ROMANCE.

Alexander McQueen in questo show propone un universo subacqueo con 45 look e lancia le iconiche scarpe Armadillo, dal design innovativo, reso poi celebre dalla cantante Lady Gaga. Lo show si conclude al ritmo di Bad Romance.

I dati delle visualizzazioni superano di gran lunga le aspettative, mentre le reazioni sui social si diffondono molto rapidamente. Ancora oggi questo show leggendario occupa le posizioni più alte delle sfilate più importanti.

Plato’s Atlantis è la collezione di addio di Alexander McQueen. Se non era riuscito ancora a superare la morte di Isabella Blow, si aggiunge un lutto ancora più grande, pochi mesi dopo la sfilata, nel febbraio 2010, muore la madre. Pochi giorni dopo la notizia, il suo corpo senza vita viene trovato nella sua casa a Mayfair.

Nonostante il suo genio tenebroso, Alexander McQueen ha sempre trovato un grande sostegno nelle persone più importanti della sua vita. Le sorelle ispirano per prime i suoi disegni, con la zia Renee condivideva la passione per il cinema, ed è proprio lei a sostenere finanziariamente i suoi studi. E non ultima la madre che lo ha sempre spronato e appoggiato durante tutto il suo percorso.

Sentimentalmente, ha sempre vissuto rapporti molto estremi. Il suo legame più profondo è stato con George Forsyth, un documentarista di origini australiane, che ha conosciuto nel 2000 e con cui ha suggellato l’unione con una cerimonia a Ibiza, e con un party all’insegna degli eccessi tanto da attirare l’attenzione di molti media scandalistici.

Nel 2001 la coppia si separa, lasciando Alexander immerso in un profondo stato di tristezza, ma non sarebbe finita lì. Cinque anni dopo, infatti, perde anche Isabella Blow che muore suicida il 7 maggio 2007.

Li accomunava una vita segnata dal trauma degli abusi che li aveva accompagnati in una spirale di consumo di droghe e depressione. Erano considerati tutti e due degli outsider in un mondo che non li comprendeva, ma si capivano a vicenda. Dopo la perdita dell’amica ha un crollo emotivo molto forte.

Con la collezione Primavera Estate 2008 La Dame Bleue le rende omaggio celebrando il suo anticonformismo con creazioni esagerate e quasi folli.

PARIS - OCTOBER 5:  Models walk on the catwalk during the Alexander McQueen Spring/Summer 2008 fashion show at the Salle Marcel Cerdan October 5, 2007 in Paris, France.  (Photo by Chad Buchanan/Getty Images)
PARIS – OCTOBER 5: Models walk on the catwalk during the Alexander McQueen Spring/Summer 2008 fashion show at the Salle Marcel Cerdan October 5, 2007 in Paris, France. (Photo by Chad Buchanan/Getty Images)

Dopo la morte di Isabella Blow, intraprenderà un viaggio in India accompagnato dal gioielliere e amico Shaun Leane. Gli ultimi suoi anni sono stati una spirale di atteggiamenti paranoici, attacchi di panico e di pesante dipendenza da sostanze che lo hanno reso la più cupa e difficile immagine di se stesso accompagnandolo in uno stato crescente di autodistruzione.

LONDON, ENGLAND - FEBRUARY 11:  A general view of the shop of British Fashion designer Alexander McQueen on February 11, 2010 in London, England.  Mr McQueen's office have confirmed that the 40 year old designer was found dead at his London flat this morning. Police have said that his death was not being treated as suspicious.  (Photo by Oli Scarff/Getty Images)
LONDON, ENGLAND – FEBRUARY 11: A general view of the shop of British Fashion designer Alexander McQueen on February 11, 2010 in London, England. Mr McQueen’s office have confirmed that the 40 year old designer was found dead at his London flat this morning. Police have said that his death was not being treated as suspicious. (Photo by Oli Scarff/Getty Images)

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