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BIOGRAFIA
Isabella Blow nasce Isabella Delves Broughton a Londra il 19 novembre del 1958. Primogenita di Sir Evelyn Delves Broughton e dell’avvocato Helen Mary Shore, ha due sorelle, Julia e Lavinia, e un fratello, John, che muore annegato a due anni. Isabella Blow studia alla Heathfield School (ora si chiama Saint Mary’s School), continuando il suo percorso nell’ambito del segretariato.
Style editor e critica di moda, è considerata un’icona internazionale di stile. Musa dello stilista di cappelli Philip Treacy, ha scoperto vari talenti nel mondo della moda come le modelle Stella Tennant e Sophie Dahl.
A lei si deve, anche, la scoperta di talenti straordinari come Hussein Chalayan, Alexander McQueen, Julian McDonald e Jeremy Scott, che hanno rivoluzionato il mondo della moda con le loro visioni innovative e audaci. Tuttavia, il suo nome sarà per sempre legato a quello di Alexander McQueen, il maestro del design le cui opere hanno sfidato i confini del concetto di bellezza e moda.





Le collaborazioni e l’influenza che ha avuto su questi stilisti hanno lasciato un’impronta indelebile nel settore, contribuendo a plasmare il futuro della haute couture. La sua capacità di scoprire e promuovere nuovi talenti ha reso il mondo della moda un palcoscenico vivace e in continua evoluzione, dimostrando che la creatività non conosce limiti.

Isabella Blow si trasferisce a New York nel 1979 dove studia Arte cinese alla Columbia University, dividendo un appartamento con l’attrice Catherine Oxenberg. Un anno dopo, lascia l’università per trasferirsi in Texas dove lavora con Guy Laroche, facendo il suo ingresso nel mondo della moda.
Nel 1981 sposa Nicholas Taylor, dal quale divorzia nel 1983, anno in cui viene presentata ad Anna Wintour, direttrice dell’edizione statunitense di Vogue. Inizialmente viene assunta come assistente di Anna Wintour, ma non molto tempo dopo entra nello staff di André Leon Talley, che diventerà redattore capo di Vogue. Mentre lavora a New York, Isabella Blow, stringe amicizia con gli artisti Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat. Nel 1986 Isabella fa ritorno a Londra per lavorare con Micheal Roberts, fashion director delle riviste Tatler e Sunday Times Style.
ISABELLA BLOW E PHILIP TREACY
Nel 1989 sposa il suo secondo marito, il mercante d’arte Detmar Blow, nella cattedrale di Gloucester, dove sfoggia un’acconciatura ideata da Philip Treacy: questo è il momento in cui nasce, non solo una grande amicizia, ma anche un sodalizio lavorativo nel campo della moda. Philip Treacy, si trasferisce nell’ appartamento di Isabella Blow a Londra, dove lavora alla sua collezione.





Fin da subito, Isabella indossa i cappelli creati da Treacy, rendendoli così parte del suo stile scoppiettante ed eclettico. Nel 2002 in un’intervista con Tamis Blanchard, dichiarò che indossava cappelli stravaganti per una ragione piuttosto pratica “per tenere chiunque lontano da me. La gente dice: posso baciarti? E io rispondo no, grazie mille. Questo è il motivo per cui ho messo il cappello. Arrivederci. Non voglio essere baciata da chiunque ma solo dalle persone che amo.”
Proprio i cappelli, portati sopra il suo iconico caschetto nero, sono l’elemento che distingue Isabella Blow. I cappelli, per lei, assumono la funzione di un’armatura glamour che la protegge dal mondo meschino che la circonda. Le creazioni di Treacy che indossa sono stravaganti ed esuberanti, quasi al limite del surrealismo. I più celebri sono il Lobster Hat e l’elmo di piume nere.
Isabella Blow ha un talento naturale per la moda e intuito fenomenale per le future tendenze. A lei si deve la scoperta dello stilista Alexander McQueen da cui acquista interamente la prima collezione “Jack the Ripper Stalks His Victims” , presentata in occasione del percorso di laurea di McQueen, per 5 000 sterline, pagandola in rate settimanali da 100 dollari. Isabella Blow conosce e lancia la carriera di Sophie Dahl che definisce come una “grande bambola con il cervello”.
I PROGETTI
Nel 2002 sarà la protagonista della mostra “When Philip met Isabella” al London’s Design Museum, con una serie di schizzi e fotografie di Kevin Davies che la raffigurava mentre indossa i cappelli disegnati da Treacy.
Nel 2005 lancia un progetto, in collaborazione con l’artista Matthieu Laurette, commissionato e prodotto dal Frieze Project 2005, diretto da Isabella Blow e dagli esperti internazionali di moda Peter Saville, Kira Joliffe e Bay Garnett.
Poco prima della sua morte, nel maggio del 2007, diventa direttrice creativa di una serie di libri pubblicati da Alef, rivista araba sulla bellezza, prodotti dall’imprenditore di moda kuwaitiano Sheikh Majed al-Sabah.
GLI ULTIMI ANNI
Verso la fine della sua vita, Isabella Blow si ammala gravemente di depressione, Daphne Guinness, dice: “Lei era arrabbiata con McQueen (Alexander) perché non l’aveva aspettata prima di vendere il suo marchio a Gucci. Quando iniziarono a essere combinati affari, lei perse contatto. Tutti gli altri ebbero un contratto e lei ricevette solo un vestito gratis”.
Isabella Blow è preoccupata dai problemi economici, derivati dal fatto di essere stata diseredata dal padre nel 1994, e dalla sterilità. Nella speranza di avere un bambino, Isabella si sottopone, per otto volte e senza successo, alla fecondazione in vitro. Nel 2004, dopo la separazione dal marito, le diagnosticano un disturbo bipolare curato con sedute di elettroshock. Dopo un periodo di 18 mesi di separazione, Isabella e Detmar Blow tornano insieme, ma, dopo poco, a Isabella viene diagnosticato un tumore ovarico.
Depressa per la sua carriera in declino, e, per la diagnosi di cancro, Isabella Blow tenta più volte, senza riuscire nel suo intento, il suicidio. Il 7 maggio del 2007, a Gloucester in Inghilterra, muore avvelenata dopo aver ingerito un erbicida.



E’ il Palais Omnisport de Paris-Bercy a fare da cornice a “La dame Bleue, collezione omaggio che Alexander McQueen dedica alla sua amica, mentore e musa ispiratrice, Isabella Blow morta suicida a maggio 2007. L’incipit arriva a McQueen dopo la visita ad una medium che afferma la volontà di Isabella Blow di essere ricordata come “La Signora Blu”.
Collabora con Philip Treacy per creare una sfilata memoriale, incentrata sullo stile esuberante e sulla capacità di reinventarsi, attraverso la moda, della Blow.
Nelle note alla stampa definisce la sua ispirazione come “glamour estremo” che interpreta dando vita a due visioni contrastanti della femminilità. Da un lato colori tenui e chiffon delineano una donna aggraziata, dall’altro il nero e i colori neon mostrano un’audace assertività.
Gli abiti sartoriali, che Isabella Blow amava portare, si adattano ad un look da ufficio con tessuti tradizionali della sartoria maschile, come il Principe di Galles, e il mohair tartan. Le silhouette hanno spalle e fianchi accentuati e la vita è stretta dalle cinture.
E’ un gioco di contrasti dove McQueen accosta abiti drappeggiati, ispirati al suo periodo in Givenchy, a modelli attillati e più sensuali. Abiti in chiffon dal taglio fluttuante si confrontano con gli abiti da sera glamour.
Ricorda la Blow con un abito nero in paillettes che ne raffigura il volto, ma anche, con i colletti con le ali come a rappresentarla in veste di angelo.
L’amore comune per la natura e per gli uccelli rivive nelle stampe colorate con motivi di piume e farfalle.
Molti degli abiti sono confezionati con piume vere, alcuni hanno forme che ricordano le ali. La sensualità viene enfatizzata, qui, con elementi BDSM come le cinture oversize in pelle che stringono la vita in molti look.
Isabella Blow amava molto i cappelli, Philip Treacy, in suo onore, ne ha creati molti e in vari stili abbinandoli a molti outfit. Come non citare le retine per capelli in filo d’argento con libellule in cristalli Swarovski oppure lo stormo di farfalle rosse fatte di piume dipinte a mano che circonda il viso.
Anche il gioielliere Shaun Leane, porge il suo omaggio ad Isabella Blow, progettando il “Grille Collar”. E’ una struttura in metallo costituita da 15 sottili barre di alluminio disposte parallelamente l’una all’altra, sembra che spuntino dalla vita della modella per poi piegarsi per creare una visiera orizzontale sul viso.
“The Queen of Fashion”, è il titolo del biopic dedicato a Isabella Blow di prossima uscita, che ripercorre le fasi di una vita fatta di alti e bassi ma, sempre e solo, consacrata alla moda nella sua accezione più pura e ispirata.
Visita anche il sito Isabella Blow Foundation.