Philip Treacy, un nome che evoca l’eleganza e l’innovazione nel mondo della moda, è conosciuto per le sue creazioni di cappelli che sfidano le convenzioni. La sua abilità nell’unire arte e moda ha reso ognuno dei suoi pezzi un capolavoro unico, capace di catturare l’attenzione e di esprimere la personalità di chi li indossa.

INDICE DEI CONTENUTI
In questo articolo, esploriamo l’affascinante universo di Philip Treacy, il modista simbolo di creatività e stravaganza. Scopriremo come le sue opere non siano solo accessori, ma vere e proprie dichiarazioni di stile che parlano di un’epoca in continua evoluzione.
PHILIP TREACY: BIOGRAFIA
Philip Treacy nasce nell’Irlanda occidentale a Ballinasloe il 26 maggio del 1967. Sogna e ama la moda fin da piccolo grazie ai sontuosi abiti da cerimonia che ammira durante i matrimoni della chiesa di fronte a casa sua, che definisce “l’equivalente di una sfilata”.
“La prima volta che ne ho visto uno, ho pensato: ‘Wow, che succede?’. Vedere questo splendido abito, le persone vestite a festa e quel senso di festa, mi ha davvero ispirato.”
Così Philip Treacy decide di seguire la sua vocazione iniziando a confezionare abiti alla tenera età di sei anni.
“Era prima che avessi sviluppato qualsiasi inibizione. Avevo notato che, a un certo punto della giornata, i ragazzi uscivano e le ragazze rimanevano a cucire”.
Pensai: ‘Voglio cucire!’, così chiesi semplicemente all’insegnante se potevo farlo davanti a tutti. Ricordo di aver visto la sua espressione, ma per fortuna l’idea le piacque. E così mi insegnò. Poi iniziai a realizzare abiti per le bambole di mia sorella, che era partita per Londra. Realizzavo abiti prima ancora di aver sentito il termine “design” e disegnavo abiti prima ancora di sapere cosa fosse.”
Si trasferisce a Dublino nel 1985 per studiare moda al National College of Art e Design, per hobby si diletta nel disegno di cappelli da abbinare agli abiti.
Dopo la laurea, nel 1987, Philip Treacy si trasferisce a Londra, dove lavora come tirocinante a fianco di Zandra Rhodes e di Stephen Jones , che all’epoca era già noto come uno dei più grandi modisti della sua generazione.
Ma è al Royal College of Art, che l’inimitabile linguaggio di Philip Treacy come creatore di cappelli inizia a prendere forma.
Nonostante il suo percorso di studi è come stilista, la modisteria diventa rapidamente il suo focus creativo. “Il Royal College stava pensando di istituire un corso di cappelli e io ero la loro cavia”, racconta.
“Il primo anno, organizzarono un concorso con Harrods, in cui tutti gli studenti del corso dovevano realizzare un cappello, e io realizzai questo cappello di feltro nero con i tasti di un pianoforte. Vinse e ricordo persino di essere stato alla mensa del Royal College e di aver visto una donna in TV che lo indossava alle corse!”
Nel 1988, dopo il liceo, prosegue il suo percorso studiando al Royal College of Art a Londra, mentre nel 1989 riesce a far recapitare un suo cappello a Michael Roberts, editore di moda della rivista Tatler, e all’editrice Isabella Blow.
PHILIP TREACY E ISABELLA BLOW
E’ proprio Isabella Blow, che intuisce il suo talento fin da subito, non solo lo introduce nel mondo della moda, ma gli offre anche uno spazio nel suo seminterrato in Elizabeth Street, dove può sperimentare la sua arte.
L’incarico di creare un copricapo per il matrimonio di Isabella Blow nel Gloucestershire, d’oro con una corona incorporata , consolida il sodalizio tra i due.
“Non si poteva non essere ispirati da lei, perché il cappello che nessuno capiva, lei lo capiva”, continua. “Mi ha permesso di iniziare a realizzare ciò che mi andava di fare, il che era troppo bizzarro per la maggior parte dei clienti. Ma i cappelli che amavo io, li amava anche Isabella”.
L’amicizia con Isabella Blow è un punto di svolta per la carriera di Philip Treacy che, a soli 23 anni, inizia a lavorare per la Maison Chanel.
LA CARRIERA
La sua prima creazione per la maison Chanel, la “Twisted Birdcage”, viene indossata dalla top model Linda Evangelista sulla copertina di British Vogue e gli varrà il riconoscimento British Fashion Council Award come miglior designer di accessori.
Il copricapo indossato da Claudia Schiffer, la “sposa” della collezione Autunno 1992 di Chanel, è opera sua, come tanti altri pezzi realizzati per il brand.
Ancora, i cappelli delle donne-alieno di Mugler, per diverse stagioni, sono disegnati da lui, come le più recenti sculture di piume realizzate per Valentino per il debutto di Demna con Balenciaga.
Philip Treacy disegna cappelli per la collezione d’alta moda “bianca” di Alexander McQueen, per Givenchy a Parigi, per Karl Lagerfeld a Chanel, per Valentino, Ralph Lauren, Rifat Ozbek e Donna Karan.
Gli viene riconosciuto il titolo di miglior disegnatore di accessori dell’anno durante i British Fashion Awards in cinque occasioni durante gli anni novanta.
Nel 2005 diventa direttore del design di The G Hotel a Galway City, progettando 76 stanze del nuovo hotel ricavato negli ambienti della Bow Street Magistrates Court a Covent Garden, Londra.
“Disegno cappelli piacevoli da indossare, con G ho creato un albergo in cui sarà piacevole abitare”.
Il 19 novembre 2007 Philip Treacy riceve il titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servizi resi all’industria della moda, dal Principe Carlo del Galles e da Camilla, duchessa di Cornovaglia, durante una cerimonia al Clarence House.
Philip Treacy, oltre a disegnare per le più importanti case di moda, crea e fa sfilare la sua personale linea. Debutta con la sua prima collezione alla settimana della moda di Londra nel 1993.
Presenta una collezione di cappelli neri indossati dalle top model del decennio: Naomi Campbell, Yasmin Le Bon, Kate Moss, Christy Turlington e Stella Tennant che, per lui, hanno sfilato gratuitamente in cambio delle creazioni di Philip Treacy.
IL RAPPORTO CON ALEXANDER MCQUEEN
Il rapporto creativo più vitale che Blow instaura per Philip Treacy è quello con Alexander McQueen. Si conoscono nel 1992, subito dopo la presentazione della consacrata collezione di laurea alla Central Saint Martins durante la London Fashion Week di McQueen.
Dell’incontro tra i tre artisti, Treacy racconta: ‘Ho scoperto questo ragazzo straordinario (McQueen)!’, e lo portò subito da lei (Isabella Blow). Lui aveva i capi in sacchi della spazzatura, ma lei li adorava davvero. Insistette perché lavorassimo insieme – non mi diede scelta, disse solo: ‘Devi farlo!'”, così McQueen si aggiunge a una lista di clienti che già includeva Chanel, Valentino e Blumarine.
Forse non gli viene rivolta la stessa attenzione di borse e scarpe, ma i cappelli in alcuni casi costituiscono l’intero look. Eccone alcuni visti in passerella.
Per prime, non si possono non menzionare le creazioni per Alexander McQueen. Dal giardino orizzontale realizzato per Voss, la collezione Primavera-Estate del 2001, fino ad arrivare ai nidi di uccello e i mazzi di fiori creati rispettivamente per l’Autunno 2006 e la Primavera 2007.
Il rapporto creativo tra Philip Treacy e Alexander McQueen è uno dei più produttivi e determinanti nella storia della moda. Se si pensa ad un look leggendario di McQueen, probabilmente l’ingegno creativo di Treacy è stato un elemento fondamentale del suo impatto visivo.
Le corna dorate attorcigliate, che entreranno nella storia del brand, sfoggiate da Naomi Campbell nella sfilata haute couture Primavera/Estate 2007 per Givenchy; il copricapo velato di “The Widows of Culloden”, collezione Autunno/Inverno 2006 per McQueen; il copricapo a forma di pavone e uccello per la collezione Autunno/inverno 2008 “Sarabande”.
Katy England , stilista di McQueen, braccio destro e collaboratrice di lunga data di Philip Treacy, è stata un punto di riferimento costante durante tutto il periodo di collaborazione tra i due stilisti.
In un’intervista racconta: “Lavorare come tramite tra quei due creativi è stato il lavoro più bello del mondo. Lee si fidava di Philip perché trovasse qualcosa per le sue sfilate che lo deliziasse e completasse la sua visione creativa”.
Questa collaborazione ventennale ha dato vita ad alcune delle creazioni più note di Treacy, lasciando, anche dopo la scomparsa di McQueen, una testimonianza potente del calibro della sua arte.
PHILIP TREACY: ARTE, CINEMA E TESTIMONIAL
Philip Treacy ha disegnato cappelli per numerosi film, tra cui tutta la serie di Harry Potter, Sarah Jessica Parker ha indossato una sua creazione per la première di Sex and the City.
36 dei cappelli creati da Treacy sono stati indossati in occasione del matrimonio del principe William e Catherine Middleton il 29 aprile 2011, incluso il cappello indossato dalla Principessa Beatrice di York.
La cantante Lady Gaga è amica, cliente fissa e fervente sostenitrice del modista. Inoltre ha progettato il copricapo d’oro indossato dalla cantante Madonna per lo spettacolo del Super Bowl del 2012.
Ha svolto un ruolo di primo piano nel plasmare l’identità visiva di alcuni degli stilisti più di tendenza al mondo, tra cui, anche, Grace Jones , che si è presentata alla sfilata Primavera/Estate 2001 dello stilista alla London Fashion Week sfoggiando un cilindro dorato sgualcito, per poi salire sul tetto della sua limousine.
Oltre alle numerose icone di moda Philip Treacy, è il designer di cappelli di riferimento per i membri della famiglia reale, con clienti come Sua Altezza Reale la Regina Camilla e Caterina, la Principessa del Galles, regolarmente viste con le sue creazioni in alcune delle loro apparizioni ufficiali.
Nel luglio 2002, il Design Museum di Londra, ospita una mostra dei 30 cappelli più iconici che Philip Treacy ha progettato per Isabella Blow. “Quando Philip incontrò Isabella” questo è il titolo di questa mostra, così ben accolta, che ha fatto un tour mondiale per diversi anni, registrando il record di presenze di circa 43.000 visite a Dublino nel 2005.
“Ralph Lauren, Gianni Versace, Giorgio Armani, Karl Lagerfeld, Alexander McQueen… Ho avuto davvero la possibilità di lavorare con i re della moda”
PHILIP TREACY OBE: IL NEGOZIO DEI SOGNI
Belgravia non è un quartiere londinese tradizionalmente considerato un centro creativo, ma è noto per la presenza di ambasciate, hotel di lusso e file di eleganti case a schiera di proprietà di plutocrati non residenti.
In contrasto con la sua reputazione, da 34 anni ospita una delle figure più significative della storia della moda britannica, e di fatto mondiale: Philip Treacy OBE .
La sua sede in Elizabeth Street, aperta nel 1994, comprende uno stretto negozio al primo piano con pareti dorate, e un atelier nel seminterrato.
La storia di Philip Treacy ha reso il suo negozio e studio una meta di pellegrinaggio per chiunque sia alla ricerca dei migliori copricapi. “Siamo un negozio di riferimento. È nel loro itinerario quando arrivano a Londra da tutto il mondo. Americani, sauditi, caraibici, nigeriani…”, dichiara lo stilista.
“I cappelli fanno parte di ogni cultura, ma gli inglesi hanno una sensibilità diversa per i cappelli rispetto ad altre culture. Gli inglesi pensano che i miei cappelli siano normali”, “È una testimonianza dell’eccentricità inglese: sono aperti a qualcosa di diverso, non sono irreggimentati”.
“Sono un artigiano nell’anima”, afferma. “E ho un enorme rispetto per l’arte del cappello. Quello che faccio è creare desiderio, creare qualcosa che qualcuno non sapeva di volere, e questo è sempre su misura per la personalità della persona per cui sto creando. Questa è la mia più grande ispirazione. Che si tratti di Lady Gaga o di una mamma che va a un matrimonio, sono responsabile nei confronti di quella persona. Soprattutto se si tratta della mamma che va a un matrimonio, in realtà – forse è l’unico cappello che compreranno mai e guarderanno quella foto per il resto della loro vita. Voglio che siano entusiaste.”
In queste frasi è concentrata la filosofia di tutte le opere d’arte che ha creato.







La testimonianza più convincente del successo di Philip Treacy è sulle pareti del negozio di Belgravia.
Incastonata tra le fotografie di personaggi come Naomi Campbell e Isabella Blow che indossano i suoi modelli, c’è un biglietto autografo, e incorniciato, scritto da Elizabeth Taylor, che definisce il modista come “straordinario creatore di cappelli! Sognatore di sogni… Che realizza i nostri sogni… Per questo, ti ringraziamo per sempre”.
Philip Treacy non si è limitato a creare cappelli; ha ridefinito il concetto di “copricapo”, trasformandolo da accessorio di etichetta a fulcro della scultura indossabile.
Attraverso le sue mani, la moda ha smesso di guardare solo al corpo per sollevare lo sguardo verso l’alto, verso il volto e l’immaginazione.
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Le creazioni di Philip Treacy non sono semplici cappelli, ma sogni che sfidano la gravità.
Qual è l’opera che ti ha lasciato più a bocca aperta? Quella a forma di nave, la gabbia per uccelli o i futuristici copricapi per Lady Gaga?
Scrivimi nei commenti qual è la tua preferita!




