“IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE SALEM 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007

La collezione “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE SALEM 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 rappresenta uno dei vertici più oscuri e affascinanti della carriera di Lee McQueen.

Con questa sfilata, lo stilista trasforma la passerella in un processo catartico, un tributo solenne a una delle vittime dei processi alle streghe di Salem.

In “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE SALEM 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007, la moda si eleva a strumento di giustizia storica e memoria emotiva, unendo il rigore del lutto alla ferocia di una persecuzione che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo occidentale.

Una sala scarsamente illuminata, con uno schermo di 14 metri a forma di piramide rovesciata sospeso sul palco circolare con il dipinto di un pentagramma rosso, accoglie il pubblico allo Zenith Arena di Parigi.

La sfilata è accompagnata da un cortometraggio, diretto dallo stesso McQueen, che mostra immagini, occulte e macabre, ispirate alle streghe di Salem e alla antica religione egizia.

Il concept della sfilata nasce dal grado di parentela tra Alexander McQueen ed Elizabeth Howe, impiccata durante il processo alle streghe di Salem.

Questo show si presenta oscuro, più gotico, con temi di persecuzione, vendetta e desiderio.

Verso la fine del 2006 scopre, risultato di una ricerca genealogica del ramo materno, di essere parente di Elizabeth Howe giustiziata durante i processi di Salem.

Per documentarsi McQueen va a Salem, Massachusset, accompagnato da Sarah Burton, dall’amica Kerry Youmas e dalla giornalista Sarah Mower, incaricata da Vogue per scrivere un articolo di approfondimento sul processo di ricerca per la collezione.

La collezione IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692 ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 non è solo un omaggio estetico, ma un vero e proprio atto di memoria verso una figura storica realmente esistita.

Per comprendere la portata del dolore e dell’ingiustizia subita da questa donna durante i tristemente noti processi di Salem, potete approfondire la storia sui processi di Salem visitando l’archivio della Biblioteca Pubblica della Virginia , scoprendo come il fanatismo dell’epoca abbia condannato un’innocente.

I colori sono cupi, prevalgono il nero, il marrone e il bordeaux, ma McQueen li accosta, per contrasto, a toni gioiello verde, viola, blu e verde iridescente che usa in pellicce di volte tinte per immersione.

Usa il color oro come accento o come colore primario, e colori saturi perchè nel periodo dei processi a Salem, avrebbero violato le leggi suntuarie.

Gli elementi del simbolismo occulto e i riferimenti all’antica religione egizia si snodano per tutta la sfilata.

Ci sono abiti con perline che richiamano le ciocche dei capelli, simbolo di stregoneria e femminilità.

Il gioielliere Shaun Leane crea copricapi che richiamano il simbolismo neopagano della dea della luna: una luna crescente e una stella ricoperti di cristalli Swarovski.

Anche il colore blu, associato all’oro evoca le antiche statue egizie e i sarcofagi.

La pelle e altri materiali rigidi danno vita a bustier come carapaci di scarabeo, abbinati a stivali alti alla coscia.

IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692 ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007

“IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE SALEM 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007-Il concetto: la persecuzione come specchio

Il tema centrale di “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 è la colpevolizzazione dell’innocenza.

McQueen non cerca di riprodurre pedissequamente gli abiti del XVII secolo, ma di estrapolarne l’essenza mistica e oppressiva.

Il concetto di “caccia alle streghe” viene riletto attraverso la lente di una femminilità che subisce la pressione del dogma sociale, ma che nel dolore trova una forza sovrumana.

Ogni uscita di “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 sembra quasi il racconto di un’apparizione, una creatura che cammina sul filo sottile che separa il martirio dalla santità.

Tessuti: il peso della storia

I materiali in “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 comunicano un senso di atavica protezione e sofferenza.

McQueen utilizza pesanti panni di lana, velluti profondi, broccati che ricordano l’arredamento di antiche case puritane, e seta strappata.

La stratificazione dei tessuti, spesso lavorati in tonalità cupe (nero, rosso sangue, panna spento), crea un effetto tattile che trasmette il freddo delle foreste del New England.

La scelta di tessuti così materici in “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 serve a dare corpo alla narrazione di una tragedia che non vuole essere dimenticata, rendendo il vestito un guscio di resistenza.

Tagli e silhouette: un’armatura puritana

I tagli riflettono la severità del periodo coloniale, ma vengono deformati dalla maestria sartoriale tipica di Lee.

Vediamo colletti alti, maniche a sbuffo che richiamano il periodo elisabettiano, e corsetti che costringono il busto in una morsa di austerità.

Tuttavia, la silhouette di “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 si apre in gonne monumentali, che all’occorrenza si trasformano in abiti-cappa.

È un contrasto tra costrizione e libertà di movimento che ben descrive la dualità della protagonista: vittima del giudizio altrui, ma libera nella sua essenza spirituale profonda.

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Beauty look: tra estasi e tormento

Il makeup e l’hair styling sono fondamentali per definire l’estetica spettrale.

In “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007, i visi sono caratterizzati da un pallore quasi ceruleo, con occhi cerchiati di nero che suggeriscono notti insonni e interrogatori brutali.

Le labbra, spesso dipinte con colori accesi che richiamano una ferita, si stagliano su pelli diafane.

Le acconciature sono severe, tirate, quasi religiose, ma rese inquietanti da dettagli che sembrano nati dalla vegetazione selvatica, come se la natura avesse reclamato le donne giustiziate dal fanatismo religioso.

Il tocco di Shaun Leane: l’inquietudine sacra tra arte e martirio

Un elemento che eleva la narrazione di “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 è, senza dubbio, la collaborazione con il gioielliere Shaun Leane.

Il suo lavoro non funge da semplice accessorio, ma agisce come un’estensione ossea e rituale della collezione.

Leane ha creato pezzi che sembrano reperti rinvenuti in una terra maledetta: monili che intrecciano metalli preziosi a elementi organici, quasi a voler simboleggiare le manette della prigionia puritana trasformate in ornamenti di una martire.

"IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE SALEM 1692" ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007
“IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE SALEM 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007

Attraverso il suo tocco, gli accessori diventano presenze quasi spettrali che si fondono con il corpo delle modelle, completando quell’estetica di sofferenza regale che definisce la collezione.

Il dialogo tra l’estro visionario di McQueen e la precisione scultorea di Leane raggiunge qui una simbiosi perfetta, rendendo ogni creazione un talismano che protegge la memoria di Elizabeth Howe, portando nell’alta moda un’inquietudine sacra che solo una mente creativa come quella di Leane poteva tradurre in realtà.

Un omaggio visivo potente

La regia della sfilata e la scelta degli elementi visivi rendono “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 una delle prove d’autore più coraggiose del decennio.

L’atmosfera è carica di una tensione elettrica, dove la moda non cerca di consolare, ma di mettere a nudo le ferite.

L’uso simbolico dei colori – in particolare il bianco e il rosso – evoca immediatamente il sacrificio e l’innocenza perduta.

È qui che emerge la genialità di McQueen: nel saper trasformare un fatto di cronaca nera di tre secoli prima in una sfilata moderna che fa riflettere sulla nostra contemporaneità.

Conclusione: la memoria che vive nel tessuto

Riflettere su “IN MEMORY OF ELIZABETH HOWE, SALEM, 1692” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2007 oggi è un esercizio necessario per comprendere che la moda è linguaggio, memoria e, soprattutto, etica.

McQueen ha dato dignità a chi era stata dimenticata, trasformando l’infamia del processo in un’opera d’arte immortale.

Guardare questi capi significa ancora oggi avvertire la presenza di quella donna, Elizabeth, il cui nome, grazie a questa collezione, è stato sottratto all’oblio della storia.

Un capolavoro che conferma, una volta di più, come la bellezza, se autentica, possa farsi carico del dolore del mondo.

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Ognuno di noi guarda alla moda attraverso la lente del proprio vissuto e del proprio gusto personale.

Sono davvero curiosa di sapere quale elemento di questa collezione così intensa e carica di significato vi ha colpito di più o se, al contrario, avete percepito qualcosa di diverso guardando le immagini di questa storica sfilata.

Il confronto è ciò che rende vivo questo blog: vi va di raccontarmi la vostra impressione qui sotto?

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