La collezione “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008 rappresenta uno dei momenti più fiabeschi e, al contempo, inquietanti della produzione di Lee McQueen.
Questa sfilata ci trasporta in una dimensione onirica, dove il confine tra natura selvaggia e aristocrazia decadente si dissolve completamente.
Con “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008, lo stilista immagina la storia di una principessa che, stanca delle costrizioni di corte, sceglie la libertà di una dimora arborea, fondendo il suo DNA con quello della foresta stessa.
Un palcoscenico circolare di colore nero con uno sfondo nero e un grande albero artificiale al centro avvolto in seta grigio scuro allestito al Palais Omnisport de Paris-Bercy accoglie il pubblico.

I 42 look della sfilata si suddividono in due parti e seguono la fiaba di una ragazza selvaggia che vive su un albero, ma che poi si innamora di un principe diventando lei stessa principessa.
Questa storia è ispirata da un antico olmo nel giardino della casa di campagna a Farleigh di McQueen, e che, seguendo l’ispirazione degli artisti Christo e Jean-Claude ricopre di tessuto.
La ragazza della storia rappresenterebbe la regina Elisabetta II in gioventù, e la collezione si permea di simboli nazionali e culturali britannici e all’abbigliamento indiano durante il Raj britannico.
La cultura indiana si ritrova nei ricami lussureggianti, nei copricapo gioiello, nelle pantofole jutti e nel tessuto di seta stampata utilizzato per i sari. I broccati, il raso duchesse, la seta e il velluto evocano il puro stile britannico.
Pietre semipreziose, invece, sono usate per i ricami e gli abbellimenti lungo tutta la linea degli abiti.
Una collezione molto femminile che, suddivisa in due parti, percorre la favola della ragazza con l’aggiunta di un pizzico di moda punk per creare quella che McQueen definisce “principessa punk”.
La prima parte della sfilata racconta la storia della ragazza con look in bianco e nero, silhouette sottile e vita accentuata e stretta. Il sogno prosegue con gonne e abiti da ballerina, ricchi di balze, tartan a base grigia e decorazioni di pelle, cristalli, pizzo e stampe argentate.
Nella seconda parte la storia si evolve con abiti colorati, decorazioni e materiali lussuosi. Vediamo giacche in stile reggimentale, alamari dorati, gonne con crinoline come riferimento agli abiti di alta moda che la regina Elisabetta II indossava da giovane.
Le scarpe sono ricamate con perline nello stile simile a quelle che Roger Vivier disegnò per la Maison Dior negli anni ’50.

Le piume del pavone, uccello nazionale dell’India associato a grazia, amore e bellezza, ricorrono per tutta la sfilata.
Il modista Philip Treacy crea un copricapo con legno galleggiante, per dare forma al corpo di un uccello, e corallo di gorgonie per la coda, un accessorio di tale bellezza che, come ricorda Treacy, lascia Alexander McQueen senza parole.
Una collezione sontuosa, con materiali e accessori degni di una principessa.
COMPLETO scheda tecnica mostra Savage Beauty MET
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“THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008: tra mito celtico e ribellione
Il fulcro di “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008 è il ritorno alle origini selvagge.
McQueen fonde l’estetica dell’India coloniale con la mitologia celtica, creando una narrazione che parla di fuga e trasformazione.
È il racconto di una metamorfosi: la protagonista passa dai fasti di un palazzo agli abiti che ricordano la corteccia degli alberi, il muschio e le piume.
In “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008, la foresta non è solo uno sfondo, ma un’entità che rivendica la propria identità attraverso le silhouette delle modelle.
Tessuti che sussurrano la natura
La matericità in questa collezione è sorprendente.
McQueen utilizza broccati antichi, sete operose e velluti che sembrano impregnati di umidità boschiva.
Troviamo inoltre lavorazioni che ricordano l’intreccio dei rami e dei viticci, dove il tessuto viene manipolato per creare texture che mimano superfici naturali.
In “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008, l’impiego di piume di pavone e pellicce sintetiche crea un contrasto lussuoso con i tessuti più grezzi, suggerendo l’idea di una natura che è, allo stesso tempo, fragile e opulenta.
Tagli e architetture arboree
I tagli di “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008 celebrano una silhouette che sfida le convenzioni.
McQueen gioca con volumi ampi e asimmetrici, creando gonne che ricordano la stratificazione delle foglie o la base solida di un tronco antico.
Le giacche sono serrate al punto vita, richiamando la rigidità degli abiti imperiali, per poi aprirsi in drappeggi che sembrano seguire il movimento imprevedibile del vento.
La capacità di McQueen di rendere rigido il volume e fluido il movimento è il cuore tecnico di “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008.
Makeup e capelli: il volto della ninfa
Il beauty look in “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008 è un omaggio alla bellezza primordiale.
I volti delle modelle sono truccati con colori terrosi, accenti di bronzo e bagliori che richiamano la luce filtrata dalle chiome degli alberi.
Le sopracciglia sono spesso enfatizzate, quasi per suggerire una natura selvatica e non doma.
I capelli, cotonati in acconciature scultoree che incorporano rami, fiori secchi e piccoli elementi organici, completano l’idea della “ragazza che vive nell’albero”.
Ogni modella in “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008 appare come una creatura mitologica che ha fatto del bosco la propria casa.
Un viaggio visivo senza tempo
Guardando i video d’archivio di “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008, si percepisce l’intenzione dello stilista di creare un’esperienza teatrale totale.
McQueen non si accontentava di vestire la donna, ma costruiva un mito attorno a lei.
La forza espressiva di questa sfilata risiede proprio nella coerenza narrativa: ogni singolo dettaglio, dalla calzatura alla trama di un ricamo, contribuisce a solidificare l’immagine di una ribellione che avviene nel cuore del bosco.
È una delle collezioni più ispirate, capace di far convivere il lusso estremo con un senso di isolamento romantico.
l’eredità di una fiaba oscura
Riflettere su “THE GIRL WHO LIVED IN THE TREE” ALEXANDER MCQUEEN F/W 2008 oggi ci aiuta a comprendere quanto lo stilista fosse in anticipo sui tempi riguardo al rapporto tra moda e ambiente.
McQueen non stava solo citando la natura, la stava celebrando come l’unica vera forma di aristocrazia.
Questa sfilata resta un esempio magistrale di come il design possa farsi favola, diventando un rifugio per l’immaginazione.
La “ragazza” di McQueen non è mai scesa dal suo albero: continua a vivere attraverso ogni dettaglio di questa collezione, regalandoci ancora oggi il brivido di una bellezza selvaggia che non ha bisogno di corti per brillare.
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Ognuno di noi guarda alla moda attraverso la lente del proprio vissuto e del proprio gusto personale.
Sono davvero curiosa di sapere quale elemento di questa collezione così fiabesca vi ha colpito di più o se, al contrario, avete percepito qualcosa di diverso guardando le immagini di questa storica sfilata.
Il confronto è ciò che rende vivo questo blog: vi va di raccontarmi la vostra impressione qui sotto?



























