Philip Treacy ha trasformato il cappello da accessorio della moda a spazio autonomo di sperimentazione, portando la tradizione della modisteria nel territorio della scultura, dell’immagine e della performance.
Le sue creazioni costruiscono volumi intorno al volto, alterano la silhouette e spesso diventano il centro visivo dell’intero abito.
Dall’incontro con Isabella Blow alle collaborazioni con Alexander McQueen, Chanel e numerose maison, il suo lavoro attraversa oltre trent’anni di moda contemporanea senza separare invenzione formale e sapere artigianale.
ARCHIVIO REDLILY
PHILIP TREACY
Irlanda · 1967–
Il modista che ha trasformato il cappello in un territorio di sperimentazione, sospeso tra artigianato, scultura e costruzione dell’immagine.
Land Rover MENA , CC BY 2.0 , tramite Wikimedia Commons
Esplora PHILIP TREACY
Esplora il percorso dedicato a Philip Treacy attraverso la sua biografia, le collezioni, il pensiero creativo, le tecniche, le collaborazioni e gli approfondimenti che hanno segnato la sua carriera.
Biografia
Dall’Irlanda a Londra, la formazione di un nuovo linguaggio della modisteria.
Il cappello come forma, presenza e trasformazione: non semplice complemento dell’abito, ma oggetto capace di modificare il rapporto tra volto, corpo e spazio.
FILOSOFIA CREATIVA
Il cappello come forma, presenza e trasformazione: non semplice complemento dell’abito, ma oggetto capace di modificare il rapporto tra volto, corpo e spazio.
TECNICHE E MATERIALI
Forma, equilibrio e materia: il sapere artigianale dietro l’apparente impossibilità.
COLLABORAZIONI
Un linguaggio autonomo che entra nelle visioni di altri creatori e le trasforma.
RISORSE MULTIMEDIALI
Interviste, atelier, sfilate e archivi per incontrare il lavoro di Philip Treacy attraverso le fonti.
